mercoledì 11 marzo 2020

Repubblica Italiana - 5 Lire "Uva"

5 Lire “Uva”
dal 1946 al 1950

La Zecca dello Stato, a far data dal 1946, ha coniato monete da 5 lire. La versione più veccia è questa ove è inciso, sul rovescio, un grappolo d'uva. Dopo qualche anno fu coniata la ben nota 5 lire "delfino". 

La 5 lire "Uva" al diritto riporta una figura femminile, che rappresenta l'Italia, mentre al rovescio il grappolo di uva. La moneta è stata prodotta in Italma e presenta un contorno rigato, un peso di 2.5 grammi e delle dimensioni pari a 26.7 millimetri. 

I valori di queste monete, se conservate in condizioni eccellenti possono essere molto elevati. Basti pensare che il valore della 5 lire coniata nel 1946 può raggiungere i 1.200 euro, identico discorso per la 5 lire coniate nell'anno successivo, ovvero il 1947. Molto più modesto invece il valore delle monete delle annate successive, quello delle 5 lire coniate dal 1948 al 1950 non supera i 50 euro. Ma ora analizziamola con un po più di attenzione.


Diritto della moneta
La torcia o fiaccola è sempre stato considerato un simbolo molto positivo nell'inconscio collettivo.
Una tra le immagine più note è la torcia olimpica. La torcia olimpica è la fiaccola di Prometeo, colui che donò il fuoco agli uomini.
Prometeo fu colui che rubò il fuoco a Zeus e ne fece dono a tutti i mortali. Zeus lo punì severamente per il crimine commesso.
    
Secondo il mito Prometeo fu sottoposto ad un’atroce condanna: legato ad una roccia solitaria, ogni giorno un’aquila gigantesca gli divora il fegato, il quale ricresce di notte per essere mangiato di nuovo il giorno successivo.
La Statua della Libertà è un altro simbolo imponente, la donna rappresentata nella statua tiene in mano una torcia enorme.
Quando è posta sopra la testa, una torcia simboleggia la vita e la forza rigenerante della fiamma.

Molte università e college, nei loro emblemi, utilizzano questo simbolo. Si pensi che in Inghilterra nella prima metà del XX secolo, venne utilizzata una torcia come cartello stradale per indicare una scuola, che è un luogo di illuminazione della mente e dello spirito.
Regno d'Italia 1927 - 20 lire "Littore"
Per gli antichi Greci il fuoco era un qualcosa di sacro, utilizzavano torce nei loro rituali notturni e nei maggiori eventi sportivi, che avevano un connotato quasi religioso (le olimpiadi).
La fiaccola è dunque un simbolo positivo, raffigura la vita e l’illuminazione della nostra anima, un significato molto profondo che è stato sfruttato dalle corporazioni nel tentativo di influenzare i consumatori.

Nome della moneta:
UVA
Valore della moneta:
5 Lire
Primo anno di conio 1946
Modelli:
Giuseppe Romagnoli
Incisione:
Pietro Giampaoli
Diametro: 
20,7 mm
Assi alla Francese
Peso:
2,5 gr
Contorno:
Rigato
Metallo:
Italma (It)
Diritto: 
Testa nuda femminile a destra, con alla sinistra mano che impugna la fiaccola della libertà[1]; circolarmente, a destra, REPUBBLICA ITALIANA e alla sinistra, dietro la testa, i nomi G. ROMAGNOLI E P. GIAMPAOLI INC.
Rovescio:
Grappolo d’uva[2] con tralcio e foglie tra valore; nel basso, a sinistra, la data e alla destra, il segno di zecca.
Zecca: 
Roma
Tiratura: 
Vedi scheda allegata con valori e rarità
Anni di conio:
Dal 1946 al 1950
Decreto: 
Decreto C.P.S. n. 298 del 6 Settembre 1946

Tabella annate tiratura 5 Lire Uva

Anno
Nominale
Tiratura
€ BB
€ Spl
€ Fdc
Rarità
Soggetto/Variante/Errore
1946
5 Lire
81.000
820
1.200
1.800
R2
Uva
1947
5 Lire
16.500
850
1.200
1.850
R2
Uva
1948
5 Lire
25.125.000
8
15
60
C
Uva
1949
5 Lire
71.100.000
8
15
60
C
Uva
1950
5 Lire
114.790.000
6
15
50
C
Uva




[1] La torcia rappresentò la luce e la vita per migliaia di anni, simbolicamente, raffigurava l’immortalità e l’illuminazione eterna.
[2] Il vino era considerato, nell’antichità, come il nettare degli dei ed associato al dio Dioniso, per i Greci, e Bacco, per i Romani. Dioniso/Bacco era la divinità dell’ebbrezza e della liberazione dei sensi. Simboleggiava pertanto il fluire irruento e continuo dell’universo e la vitalità frenetica dell’esistenza. Il vino, e di conseguenza anche l’uva e la vite da cui ha origine, era considerato come l’essenza stessa della vita e dell’immortalità. Nel Cristianesimo la vite è un simbolo piuttosto importante. La troviamo, in molti passi delle Sacre Scritture, dove assurge a simbolo di benessere, fecondità e benedizione. Il vino ed è presente in vari episodi, in cui è collegato a sentimenti di gioia in occasione di feste e alleanze. Analizzando più da vicino la Bibbia, possiamo iniziare con un passo del libro dei Numeri. La vite, pertanto, rappresenta la fecondità della terra donata dal Signore e preannuncia una vita di quiete e pace.

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